Il Sentiero dell’Inglese – The Englishman’s trail

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Il Sentiero dell’Inglese – The Englishman’s trail

Il sistema di viaggio che io e il mio compagno adottammo,
allorché questi diari furono scritti, era il più
semplice ed anche il meno costoso: abbiamo, infatti
compiuto l’intero viaggio a piedi (…). In Calabria, un
asino per caricarvi quel po’ di bagaglio che avevamo
portato con noi, ed una guida (…). Poiché in quelle
province non ci sono alberghi, se non sulla strada
carrozzabile che corre lungo la costa occidentale,
il viaggiatore deve sempre contare sull’ospitalità di
qualche famiglia, in ogni città che visita.
Sono parole di Edward Lear, paesaggista/viaggiatore
inglese, tratte da “Diario di un viaggio a piedi in Calabria
e nel Regno di Napoli” (Editori Riuniti, 1992).
Nel 1847 questo originale camminatore percorse a
piedi la Calabria in luoghi che lui definì esotici e dai
cui paesaggi trasse spunto per realizzare numerose e
preziose stampe. Fu ospitato dalle famiglie dell’epoca
che lo aiutarono a comprendere meglio la realtà economica,
culturale e sociale locale. A testimonianza del
suo viaggio, alcuni Comuni della Provincia di Reggio
Calabria gli hanno dedicato numerosi monumenti e targhe.
Oggi, a distanza di così tanti anni, l’esperienza del
viaggiatore inglese viene riproposta in chiave moderna.
Traendo spunto dal suo racconto, già a metà degli
anni ’90, è stata ideata una singolare proposta turistica
basata sul viaggiare a piedi da paese a paese lungo
sentieri naturalistici, accompagnati da una o più guide
locali e da asini al seguito per il trasporto dei bagagli.
Il pernottamento avviene nei paesi collinari in cui
fu ospitato “l’inglese” in appartamenti arredati e muniti
di servizi. L’offerta turistica si ispira al modello
bed & breakfast, poiché all’escursionista viene offerto
sia il posto letto (sia in appartamenti abitati dalla fa

 

miglia e sia in quelli non abitati) e sia la prima colazione
a base di prodotti tipici.
Si tratta di un trekking non estremo, per gruppi organizzati
composti da minimo 6 a massimo 24 partecipanti.
È rivolto a coloro che amano camminare e
si trovano nelle condizioni fisiche adatte a sostenere,
ogni giorno per una settimana, camminate da minimo
5 a massimo 7 ore. Il trekking si attua da marzo a giugno
e da fine agosto a ottobre. La partenza avviene con
corriera da Reggio Calabria per loc. Prastarà di Masella,
ove è posta una stele dedicata ad Edward Lear. Qui
inizierà il cammino fino a Pentedattilo per terminare
dopo 8 giorni a Palizzi. Grande attenzione è stata posta
nella verifica degli itinerari. Tuttavia non possiamo assumerci
responsabilità circa variazioni che potrebbero
avvenire successivamente alle nostre verifiche.
1° giorno: da Prastarà a Pentedattilo
Partenza: Prastarà di Masella, 215 m / Fiumara di
Montebello, 196 m/ Pentedattilo borgo 280 m
Dislivello: circa 40 m in discesa e circa 85 m in salita
Tempo di percorrenza: 2 ore
Lunghezza del percorso: circa 4 km
Presenza di acqua potabile: Al bar all’arrivo a
Pentedattilo
Comuni attraversati dal percorso: Montebello
Jonico e Melito di Porto Salvo
Difficoltà: T
Descrizione: L’itinerario è semplice e si snoda tra
curiose formazioni rocciose e splendide vedute sul
borgo di Pentedattilo. La sistemazione è in Ostello e/o
appartamenti del borgo antico di Pentedattilo. Dopo la
sistemazione, una guida dell’associazione “Pro Pentedattilo”
accompagnerà i partecipanti in visita al borgo
antico e lungo un sentiero intorno alla rupe.
2° giorno: da Pentedattilo a Bagaladi
Partenza: Piazzetta Pentedattilo
Arrivo: Bagaladi – Piazza Berlinguer, 475 m
Dislivello: circa 570 m in salita e 350 m circa in discesa
Tempo di percorrenza: 6 ore
Lunghezza del percorso: circa 15 km
Presenza di acqua potabile: Al bar alla partenza,
fonte all’incrocio tra i torrenti Paludi e Pristeo
Difficoltà: E
Comuni attraversati dal percorso: Melito Porto
Salvo, Montebello Jonico, Bagaladi
Descrizione: Da Pentidattilo, un vero gioiello etnoarchitettonico,
si cammina tra campi fioriti, uliveti,
caratteristiche conformazioni rocciose, punti panora

 

mici straordinari sulle vallate di Montebello Jonico,
sul mare blu dello stretto e l’Etna, fino a giungere a
Bagaladi. È il borgo più rinomato dell’area grecanica
per la produzione dell’olio d’oliva. Pernottamento
presso case dell’Ospitalità Diffusa.
3° giorno: da Bagaladi ad Amendolea di Condofuri
Partenza: Bagaladi 460 m
Arrivo: Amendolea di Condofuri 145 m
Dislivello: circa 340 m in salita e 640 m in discesa
Tempo di percorrenza: 5 ore
Lunghezza del percorso: circa 14 km
Presenza di acqua potabile: a Bagaladi alla partenza,
a San Lorenzo e a San Pantaleone
Difficoltà: E
Descrizione: Il percorso attraversa alcuni dei caratteristici
borghi montani dell’area grecanica. Con partenza
da Bagaladi si giunge a San Lorenzo Superiore
(787 m slm), dove oltre al panorama mozzafiato, da
spettacolo nella piazza principale un secolare Olmo.
Da San Lorenzo si continua in direzione della frazione
di San Pantaleone, per poi proseguire in direzione
della fiumara Condofuri attraversando campi un tempo
coltivati a grano e la caratteristica frazione “Grotte” di
Condofuri ove vivono appena 20 persone. Giunti sulla
fiumara, la si segue fino a giungere alla confluenza
dell’imponente letto della Fiumara Amendolea in località
Rocca di Lupo. Di fronte, adesso, apparirà arroccato
il caratteristico borgo abbandonato di Amendolea,
raggiungibile percorrendo una ripida strada in cemento
che attraversa il borgo di Amendolea Nuova. Pernottamento
presso l’azienda agrituristica “Il Bergamotto”.
4° giorno: da Amendolea a Gallicianò e ritorno
ad Amendolea
Partenza: Amendolea 140 m
Arrivo: Gallicianò 620 m
Dislivello: circa 620 m in salita e 536 m in discesa
Tempo di percorrenza: 2 ore e 30 all’andata e 3
ore circa al ritorno
Lunghezza del percorso: 13,30 km (andata e ritorno)
Presenza di acqua potabile: ad Amendolea alla
partenza, diverse fonti a Gallicianò tra cui “la fonte
dell’Amore”
Difficoltà: E
Comuni attraversati dal percorso: Condofuri
Descrizione: Il percorso, ad anello, parte proprio alle
spalle dell’agriturismo ed attraversata la fiumara Amendolea.
Si sale fino alla cima del Monte Marada (463 m),
da qui si inizieranno a vedere le case di località Palazzine

 

di Gallicianò. Raggiunte quest’ultime tra prati e piante
di ulivo secolari si prosegue sulla strada asfaltata che
conduce al borgo di Gallicianò. Qui sicuramente merita,
oltre la visita del borgo stesso e della chiesa Ortodossa
dedicata alla Madonna della Grecia (Panaghìa tis Elladas),
un’incontro con i pochi abitanti. Sono fra gli ultimi
parlanti l’antico greco di Calabria. Per il ritorno si segue
una stradina sterrata che in circa un’ora porta sul letto
della fiumara Amendolea in località Foculiu (255 m). Da
qui si prosegue sulla fiumara, tra un guado e l’altro fino
a giungere dopo circa un’ora e mezza, anche se i tempi
variano in base alla portata d’acqua, ad Amendolea. Pernottamento
presso l’azienda agrituristica “Il Bergamotto
5° giorno: da Amendolea a Bova
Partenza: azienda agrituristica “Il Bergamotto” 140 m
Arrivo: Bova – Piazza Roma 820 m
Dislivello: circa 680 m
Tempo di percorrenza: 4 ore
Lunghezza del percorso: 8,5 km
Presenza di acqua potabile: All’agriturismo alla
partenza
Difficoltà: E
Comuni attraversati dal percorso: Condofuri e Bova
Descrizione: Il percorso ha inizio in prossimità
dell’azienda agrituristica il Bergamotto e si snoda
tra campi e terrazzamenti un tempo coltivati a grano
duro, uliveti e vigneti che ancora oggi danno la possibilità
di produrre uno dei migliori vini ed oli dell’area
grecanica. Si cammina seguendo un sentiero segnato
dalla sezione del CAI di Reggio Calabria: www.caireggio.it/catasto_sentieri/.
Arrivati a Bova, il magnifico
borgo sicuramente merita una visita accurata attraverso
il centro storico considerato “Gioiello D’Italia”.
Pernottamento in case dell’ospitalità diffusa di Bova.
6° giorno: Bova /Roghudi vecchio
Partenza: Bova (piazza Roma) 820 m
Arrivo: Roghudi vecchio 527 m
Dislivello: 245 m in salita e 500 m circa in discesa
Tempo di percorrenza: 4 ore e 30 circa
Lunghezza del percorso: 11,90 km
Presenza di acqua potabile: a Bova alla partenza,
fonte di Verceo con breve deviazione quando si percorre
la strada asfaltata Bova/ Mandùddhuro, fontana
in prossimità del Vallone Lestizzi, Roghudi
Difficoltà: E
Comuni attraversati dal percorso: Bova, Condofuri,
Roghudi
Descrizione: Questo sentiero è probabilmente uno

 

dei più antichi collegamenti tra Bova, Roghudi e l’Aspromonte
interno. Per buona parte si percorre l’antica
mulattiera che fino alla fine degli anni settanta veniva
percorsa dagli ultimi abitanti della vallata e del borgo di
Roghudi. Da località “Mandùdduro” della via Pòlemo
di Bova si prosegue su un sentiero che è ben segnalato,
dai classici segni bianco e rosso, poiché è una delle
tappe del percorso Bova/Delianuova segnato in passato
dall’associazione GEA (Gruppo Escursionisti Aspromonte).
Si attraversano le località Lestizzi (668 m),
Spartusa (671 m), Chieromandri, Tribona, Noì (516 m).
Da quest’ultima località si scende sulla fiumara Amendolea
per risalirla per circa un’ora fino a giungere alla
base dello sperone roccioso ove è stato costruito Roghudi.
Il rientro a Bova è previsto con un transfert durante
il quale merita una sosta alle particolari conformazioni
rocciose: le Caldaie del Latte e la Roccia del Drago.
Pernottamento in case dell’ospitalità diffusa di Bova.
7° giorno: da Bova a Palizzi
Partenza: Bova (piazza Roma) 820 m
Arrivo: Palizzi superiore 272 m
Dislivello: circa 250 m in salita e 700 m circa in discesa
Tempo di percorrenza: 4 ore e 30 circa
Lunghezza del percorso: circa 12 km
Presenza di acqua potabile: a Bova alla partenza,
fonte in località Agrappidà
Difficoltà: E
Comuni attraversati dal percorso: Bova, Palizzi
Descrizione: Dalla piazza principale di Bova ci si
dirige verso la Via Borgo per poi scendere, tra silenziose
vallate un tempo abitate e coltivate, fino alla fiumara
San Pasquale loc. Muto (480 m). Da qui si risale lungo
la strada che per la prima parte è in cemento fino a
giungere in prossimità del Monte Agrappidà (690 m).
Continuando sempre sulla strada principale si giunge a
Palizzi dove oltre la visita del caratteristico borgo non
può mancare una pausa in un catoio per degustare uno
dei migliori vini dell’area Grecanica. “Nessun posto
più selvaggio nè più straordinario di Palizzi può attirare
l’occhio dell’artista” (Edward Lear, 1847). Da
Palizzi breve trasferimento per pernottamento all’Agriturismo
Agunì o sulla costa presso il Camping Doccica.
8° giorno: partenza.
Prima colazione e partenza in corriera e/o treno
Reggio Calabria. A Reggio suggeriamo una sosta al
Museo della Magna Grecia dove sono custoditi i famosi
Bronzi di Riace e una passeggiata sul lungomare,
il più bel chilometro d’Italia (D’Annunzio).Spiagge area grecanica incontaminate