Dalla rinascita di Pentedattilo all’esperienza dei “Borghi Solidali” From the rebirth of Pentedattilo to the “Solidarity Village” experience

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Dalla rinascita di Pentedattilo all’esperienza dei “Borghi Solidali” From the rebirth of Pentedattilo to the “Solidarity Village” experience

Il borgo rurale di Pentedattilo, situato nell’Area
Grecanica calabrese, sorge in una pittoresca posizione
a circa 30 km da Reggio Calabria, tra le colline che si
affacciano sul Mar Ionio. Il centro è arroccato ai piedi di
una rupe (Monte Calvario) dalla caratteristica forma che
ricorda quella di una ciclopica mano, da cui molto probabilmente
deriva il nome: Pentadàktylos (cinque dita).
La rocca di Pentedattilo è uno dei più importanti geositi
della Calabria. Costituita da conglomerati ed arenarie,
poggia su formazioni di scisti filladici e deve la sua
bizzarra forma ad un lunghissimo processo di erosione
atmosferica. Pentedattilo sorge in un contesto a forte
valenza paesaggistico-ambientale, incuneato tra tre aree
SIC (Siti di Interesse Comunitario): le Rocche di Prastarà,
la Fiumara Melito, la Fiumara Sant’Elia e molto
prossimo ad altre due: Saline Joniche, Capo dell’Armi.
Particolare è il rapporto tra le piccole casette in muratura,
che si inerpicano lungo il dislivello del Monte Calvario,
e l’ambiente circostante tra cui domina la Chiesa
dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, che custodisce la tomba
seicentesca della famiglia Alberti, la più importante famiglia
laica che regnò sul feudo a partire dal 1589. Alle
spalle della Chiesa, in cima al borgo, si trovano le rovine
del Castello medievale da cui si può ammirare un
panorama mozzafiato sia verso valle, con lo Ionio sullo
sfondo, che verso le pendici preaspromontane.
Nei primi anni del secolo scorso il piccolo borgo, la
cui struttura fu in parte compromessa da numerosi eventi
naturali, tra cui i distruttivi terremoti del 1783 e del
1908, iniziò a spopolarsi sempre più rapidamente, arrendendosi
al fenomeno dell’emigrazione. Il centro, che
oggi conta un solo abitante in pianta stabile, venne definitivamente
abbandonato sul finire degli anni ’60-’70 a

 

seguito di un decreto di sgombero immediato che costrinse gli ultimi abitanti a spostarsi qualche chilometro più a
valle nel nuovo abitato. Tale decreto era dovuto alla presunta pericolosità della rocca dalla quale si diceva fossero
caduti alcuni massi come preannuncio di un imminente e rovinoso crollo, di fatto poi mai avvenuto. Negli anni successivi
il piccolo nucleo abitativo rischiò di sparire definitivamente fino a quando alcuni ragazzi del posto, cresciuti
nella Pentedattilo Nuova, non decisero di intraprendere azioni di volontariato volte al recupero del borgo, ispirati
e sostenuti dall’aiuto di alcuni artisti stranieri che, incantati dalla magia del luogo, avevano ripreso ad abitare le
caratteristiche casette. Riuniti in una associazione chiamata FART, questi ragazzi, cercarono di far conoscere e valorizzare
l’antica Pentedattilo organizzando eventi e attività culturali. Non tutti, però, accolsero favorevolmente queste
azioni di recupero. Numerosi furono infatti gli atti intimidatori subiti dall’Associazione FART che culminarono tristemente
nell’incendio del 1991 a seguito del quale il progetto di ridare nuova vita al paese antico venne abbandona

 

to insieme alle speranze dei ragazzi che, delusi e amareggiati, decisero di andare via. L’idea di recupero venne però ben presto ripresa (tre anni più tardi) dall’AGESCI (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani) in occasione della realizzazione di un campo di formazione sulla pedagogia dei segni rivolto a giovani educatori. Pentedattilo fu il luogo perfetto per la realizzazione del campo e l’interesse suscitato durante l’evento fu interpretato come un segnale e un invito a fare qualcosa in più, raccogliendo l’eredità del lavoro iniziato dai giovani della FART. Questa nuova esperienza portò alla nascita dell’associazione “Pro Pentedattilo Onlus” che dal 1998, data della sua fondazione, a oggi ha intrapreso un lungo percorso di recupero, valorizzazione e promozione del borgo grazie al lavoro volontario di tantissimi giovani protagonisti dei campi di lavoro estivi e alla possibilità di usufruire di finanziamenti comunitari, per poter impiegare manodopera specializzata per il recupero strutturale del paese e il restauro di alcune abitazioni.

 

Partendo da questa esperienza, ormai ventennale, Pentedattilo è divenuto protagonista del progetto di sviluppo
locale “I luoghi dell’accoglienza solidale nei Borghi dell’Area Grecanica”, un’opera di promozione, in chiave
sostenibile e solidale, di sei comuni dell’Area Grecanica (Bagaladi, Melito P.S., Montebello Jonico, Roghudi,
Roccaforte, San Lorenzo).
Il progetto, sostenuto dalla Fondazione con il Sud e attivo da quasi quattro anni, ha coinvolto una rete locale
di oltre settanta organizzazioni tra enti, imprese sociali, cooperative, associazioni di volontariato, che operano
sui territori con lo scopo di contrastare il disagio sociale, sviluppare buone pratiche di economia solidale,
attivare percorsi d’integrazione culturale e generazionale, contribuire alla ricostruzione del tessuto culturale
identitario e rafforzare le relazioni delle comunità con realtà, esperienze e iniziative di livello nazionale e
internazionale.

 

Oggi, dopo l’intensa attività di rilancio promossa dall’Agenzia dei Borghi Solidali (organo di coordinamento,
gestione e servizio del progetto) ed ancora in corso, le casette del borgo antico di Pentedattilo sono sede di
alcune botteghe artigiane. Altre, rese fruibili, sono state inserite in una rete di ospitalità diffusa e altre ancora
ospitano il “Museo Diffuso delle Tradizioni Popolari” (Mu.Tra.P.), la “Biblioteca delle Donne”, alcune sale
espositive, laboratori didattici, antropologici e culturali, ed un Presidio dell’Associazione “Libera contro le
mafie”. Varie sono le attività di animazione che vengono messe in atto a sostegno della rinascita del borgo.
Viuzze, casette, scalinate, piazzette, fanno da scenario, ad esempio, a due appuntamenti molto importanti che
ogni anno richiamano migliaia di visitatori: il “PentedattiloFilmFestival”, concorso internazionale di cortometraggi
giunto alla sua VIII edizione e “Oxygen”, rassegna musicale a difesa dell’ambiente e del territorio,

 

organizzata dal Coordinamento Associazioni Area Grecanica, a favore della lotta contro la costruzione di una centrale a carbone che, se realizzata, oltre a danneggiare irrimediabilmente l’ambiente circostante, renderebbe vani gli sforzi profusi nel processo di promozione in atto e inutili le risorse economiche fin’ora investite. Nel quadro progettuale, Pentedattilo, rappresentando il principale polo di attrazione e un innovativo laboratorio di sviluppo per lo sviluppo di buone pratiche di economia solidale, fa da volano e traino per gli altri territori. L’esperienza dell’accoglienza solidale, delle botteghe artigiane, dei campi di volontariato internazionali, avviata nell’antico borgo, è stata replicata con successo negli altri ambiti territoriali ed ha portato al consolidamento di numerose realtà che, unite in un solido network collaborativo, oggi operano in stretta sinergia per la promozione dell’area. In un contesto ispirato ai principi dell’approccio territorialista, orientato al turismo responsabile ed estremamente attento alla diffusione di valori etici quali la sostenibilità ambientale e la cultura della legalità, il processo di contaminazione in atto ha prodotto l’emergere di nuove sensibilità verso la cura e l’utilizzo del patrimonio collettivo caratteristico, la valorizzazione dei beni comuni, il recupero del patrimonio materiale ed immateriale presente nell’area di riferimento, le esperienze di promozione del dialogo interculturale e dell’integrazione generazionale. Oggi la rete dei Borghi Solidali, oltre alle attività localizzate nel borgo antico di Pentedattilo, organizza e promuove percorsi di animazione e marketing territoriale, un programma stabile di campi di volontariato per la rivitalizzazione dei borghi e la valorizzazione dei luoghi dell’accoglienza, può contare su una sede operativa presso Villa Placanica (bene confiscato alla mafia), sui nodi periferici dei comuni di Montebello e Roghudi e ha attivato botteghe – laboratorio tematiche nei comuni di Montebello (Bottega di Promozione Ecoturistica Territoriale), Melito P.S. (Prodotti tipici) e Roghudi (Spazio Fiera di Roghudi Nuovo). Nell’ambito dei servizi dedicati all’accoglienza la rete è in grado di proporre itinerari escursionistici e turistici in tutti gli ambiti progettuali e nei comuni limitrofi e può fornire ospitalità, presso l’ostello di Pentedattilo Nuovo, quelli di Montebello Ionico, Ghorio di Roghudi e la foresteria di Villa Placanica (Placanica di Pentedattilo).