Paleariza, il festival della Calabria Greca The Paleariza Festival

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Paleariza, il festival della Calabria Greca The Paleariza Festival

 

Paleariza (in calabro-greco l’Antica Radice), si svolge
ogni anno ad agosto nell’Area Grecanica. È un festival
che sviluppa la propria proposta sulla traccia delle
musiche etniche e delle musiche dal mondo, world
oriented, etno-acustiche, di tradizione e di composizione.
Dal 2013 è in corso un tentativo di allungamento
del suo calendario all’inverno ed alla primavera.
Il centro della sua offerta è una programmazione di
concerti e di attività di scoperta e lettura del territorio
nel magnifico scenario di borghi interni dell’Aspromonte
sud.
Il Festival Paleariza è uno dei più importanti eventi
di musica etnica regionali. Nel 2011 Paleariza è stato
premiato dal Ministero del Turismo con il marchio
“Patrimonio d’Italia”, dedicato alle manifestazioni
culturali che contribuiscono a valorizzare l’immagine
dell’Italia e a generare nuovi flussi turistici. Il Premio
speciale è stato attribuito al Festival quale manifestazione
della tradizione italiana che si è maggiormente
distinta per la capacità di mantenere vivo il patrimonio
culturale del proprio territorio, rinnovando le rappresentazioni
tradizionali ed adeguandole al mutamento
dei tempi. Oltre al fatto celebrativo, il senso del riconoscimento
va cercato, probabilmente, nell’animazione
territoriale che il festival ha svolto negli anni. Dal
1997 Paleariza non ha solo creato un pubblico ma ha
favorito lo scambio e la crescita culturale in un’area
marginale nel quadro di una regione marginale come
la Calabria.
Paleariza non è un semplice festival ma un marchio
d’area, un progetto di turismo responsabile, un percorso
di lettura di un’area ricca di storia. La storia di
un popolo di pastori e contadini, i greci di Calabria ma

 

 

anche di tutto l’Aspromonte Sud è un intero patrimonio eco-culturale che rende emozionante il teatro nel quale
Paleariza va in scena. Effettivamente tutte le passate edizioni di Paleariza hanno impresso il loro segno nella vita
culturale dell’area grecanica. Oggi si parla di Calabria Greca come di una sorta di marchio di qualità. Un piccolo
passo per superare campanilismi e localismi, costruendo l’idea che un’area intera ce la può fare ragionando in
rete, forse è stato fatto in tutti questi anni. Credo proprio grazie al festival. E allora organizzare un concerto per
Paleariza non è come lavorare a una manifestazione qualsiasi. Il nostro pubblico sa che deve aspettarsi qualcosa
di più complesso e interessante e che incontrerà uno scenario nel quale lingua e paesaggio, cibi e profumi, trekking
e ospitalità, musica e qualità si presenteranno assieme.
Paleariza ha dunque la responsabilità di fare qualità e, nel contempo, favorire la circolazione delle idee,
delle buone pratiche. Questo a partire dall’arte sino all’incontro turistico. La linea culturale della direzione
artistica (nella maggior parte delle edizioni) è stata quella del confronto internazionale con musiche e culture
più o meno affini e diverse. Per quanto possibile, dando un’occhiata ai cartelloni del festival dal 1997 ad oggi,
i cedimenti alle mode sono stati pochi in favore della qualificazione di discorsi, progetti, offerte artistiche.
Dirigere Paleariza è, insomma, un fatto complesso. Il Festival è grande, come la sua estensione territoriale, i
siti sono tutti differenziati fra loro, non va bene qualsiasi artista né qualsiasi progetto per quella serata. Se a
Gallicianò saremo nel cuore di una comunità che vive la montagna, a Pentedattilo ci si troverà in un anfiteatro
dove lo stesso pubblico si aspetta una cosa diversa dalla prima.

 

La programmazione musicale ed artistica in generale viene impaginata in un territorio diversificato dalla presenza dei più vari patrimoni paesaggistici, monumentali e culturali. Primo fra tutti l’elemento linguistico della minoranza ellenofona. Paleariza è catalizzatore di scambio, incontro, crescita culturale per l’intera Area Grecanica in una formula oramai storica nella quale i concerti sono un’occasione di visita e lettura del territorio attraverso il turismo rurale, le attrattive enogastronomiche e le proposte di trekking legate specificamene alla programmazione. La programmazione contenutistica di ogni singolo evento non prescinde dalla valutazione di impatto che lo stesso tipo di evento ha o può avere su luoghi con specifiche caratteristiche culturali, urbanistiche, sociali, etc. La traccia artistica dell’etno-musica costituisce un segnale di scelta sostenibile. Niente grandi palchi o eventi ad alto impatto ambientale ma elevata qualità della proposta, artisti di indiscutibile livello internazionale che incontrano un territorio all’insegna della comunicazione e dello scambio culturale con la comunità territoriale e con i molti visitatori. Il Festival Paleariza ha una struttura piuttosto articolata. Un primo tratto distintivo è la programmazione artistica che è improntata storicamente ad alcuni temi cari al territorio e al pubblico: le lingue minoritarie, le musiche etniche, tradizionali e world oriented, la canzone d’autore, la sensibilità ai temi sociali, della democrazia, della società civile. Un altro elemento è quello laboratoriale. Per laboratorio intendiamo uno spazio nel quale il fatto artistico si intreccia con la proposta didattica, con l’animazione e l’interazione con il pubblico. Il Festival Paleariza storicamente non ha sin qui proposto eventi a pagamento per favorire la più ampia accessibilità al suo programma sia da parte della comunità residente che dei turisti nazionali e/o di prossimità che seguono la manifestazione residenzialmente durante il suo calendario. Una specifica attenzione è stata dedicata alla danza tradizionale del territorio (sonu a ballu/tarantella) importante non solo come fatto artistico-musicale ma anche come momento aggregativo e didattico. Il Festival Paleariza viene realizzato in collaborazione con un insieme di Partner Istituzionali e Associativi che sono presenti sin dalla prima edizione: il Consolato di Grecia, la Regione Calabria, l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, l’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria, i Comuni di Bova, Bagaladi, Bova Marina, Brancaleone, Condofuri, Melito Porto Salvo, Palizzi, Roccaforte del Greco, Roghudi,

 

San Lorenzo, Staiti, Pucambù – Agenzia per il Turismo
Rurale della Calabria Greca, il Club ANCI “I Borghi più
Belli d’Italia”, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e
Speleologico – Stazione Aspromonte.
Le edizioni del festival hanno conosciuto una crescita
costante nella partecipazione del pubblico con picchi
di presenze straordinari commisurati all’area geografica
marginale nella quale si opera e al programma non
commerciale del Festival stesso.
Il rinnovato interesse internazionale verso la world
music e la musica etnica ed un accurato progetto promozionale
hanno favorito l’individuazione di un target
ampio in grado di coinvolgere anche fasce di utenza
giovanili tradizionalmente disaffezionate alle tematiche
etniche, locali, etc. Le presenze, come è ovvio, oscillano
fra i picchi molto elevati riservati agli eventi con artisti
più noti e realizzati nelle location più accessibili e attraenti
e che si contano nell’ordine delle migliaia di unità e
quelle di poche centinaia di appassionati per quanto riguarda
gli eventi che vedono la presenza di artisti meno
noti o location più marginali ed interne. Ed in effetti uno
dei tratti più affascinanti del festival sotto il profilo ecoculturale
è proprio la sua ricerca di location nel cuore
dell’Aspromonte Greco: i boschi di Africo, la piazza del
borgo fantasma di Roghudi, i trekking alla ricerca della
musica lungo la magnifica Valle dell’Amendolea.
Il Festival prevede ogni anno difatti, oltre agli eventi
musicali, la realizzazione di escursioni guidate in
Aspromonte e la realizzazione di incontri e dibattiti sulle
tematiche dello sviluppo delle aree interne e dell’Area
Grecanica. Il successo delle escursioni è testimoniato dalla difficoltà da parte delle guide di mantenere i
numeri degli iscritti all’interno dei numeri dettati dalle esigenze di sicurezza o di logistica.
Paleariza ha prodotto effetti indotti rilevanti sull’economia locale sia in termini di incremento delle presenze
turistiche (esterne e di prossimità dalla vicina Città di Reggio Calabria) sia in termini di promozione dei prodotti
agroalimentari tipici. Il Festival si avvale di allestimenti scenici minimi puntando ad utilizzare gli spazi urbani, le
piazze, le facciate degli edifici storici o gli ambienti naturali dove si svolgono i concerti come quinte dello spazio
concertistico. Le piazze dei centri storici e dei borghi sono state così trasformate in sale concertistiche all’aperto diventando
l’anima del Festival attraverso una perfetta integrazione tra contenuti e contenitori culturali e ambientali.